Pubblicità

Sentirsi meno stupidi – Episodio 2

Il leader della Lega, Matteo Salvini, ieri ha annunciato su Facebook un’idea innovativa a salvaguardia dell’istruzione degli studenti italiani in questo tempo di restrizioni.

Il post di Facebook in cui Matteo Salvini avanza una proposta che non si può rifiutare.

Come dargli torto, il diritto allo studio deve valere per tutti e non solo per chi gode di un accesso a internet.

Per fortuna noi internet lo abbiamo e possiamo gioire della saggezza delle sue parole.

La Rai ha ben 13 canali e sarebbe sacrosanto che ne destinasse uno all’educazione scolastica.

Ma… aspettate un momento. Esiste già un canale del genere: si chiama Rai Scuola.

Forse, però, dal nome del canale non è facile capire che cosa venga trasmesso. Rai Scuola, dopotutto, è davvero un nome criptico.

Ovvierò a questo problema con un breve riassunto della storia e della programmazione del canale, così da agevolare la comprensione di così piccole questioni anche a grandi menti come quella del leader del Carroccio.

Nato nel 1999 come Rai Educational Sat è stato ribattezzato nel 2009 Rai Scuola e si occupa – indovinate un po’? – dell’insegnamento delle discipline scolastiche agli studenti della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado.

I programmi trasmessi riguardano le scienze, la lingua inglese, ma anche l’educazione stradale. Il progetto principale è il D, un contenitore di programmi formativi della BBC e sitcom prodotte dalla Rai.

Dal 19 marzo 2012 è partita la nuova programmazione, con l’aggiunta di una nuova fascia culturale quotidiana, denominata Nautilus, che include programmi già presenti in precedenza sul canale (CultBook, Art News, Gap) e programmi nuovi (Zettel, un programma di filosofia di e con Maurizio Ferraris, e Lezioni dalla crisi, un programma di economia di e con Giuliano Amato).

I programmi di Rai Scuola sono spesso prodotti in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

È un peccato che la Rai sia arrivata in anticipo di vent’anni a questa soluzione da emergenza Coronavirus.

Non vorrei allarmarvi, me è possibile che il gruppo televisivo avesse già previsto tutto e che abbia collaborato coi cinesi per la creazione del virus, così da chiudere la gente in casa davanti al televisore a far crescere lo share.

Sono certo che dopo questo articolo vi sentirete già tutti un po’ più intelligenti. Un saluto dal professor Rolex Professoroni!